Ue verso la sostenibilità, ma deve far fronte ai trend del futuro

A seguito della trasformazione dei sistemi di produzione e consumo e di macro processi, come i megatrend demografici e tecnologici, i sistemi finanziari e fiscali europei dovranno affrontare mutamenti significativi nei prossimi decenni. Il raggiungimento della transizione di sostenibilità richiederà che tutte le aree e tutti i livelli di governo lavorino insieme per consentire l’emergere e la diffusione di nuovi modi di vivere e lavorare. Il rapporto ‘The sustainability transition in Europe in an age of demographic and technological change’, pubblicato dall’Agenzia europea per l’ambiente (Eea), analizza il ruolo che la green economy riveste nell’ambito della transizione verso la sostenibilità, prendendo in considerazione due fattori chiave, transizioni demografiche e sviluppo tecnologico.

L’impatto dell’invecchiamento demografico sull’ambiente

L’invecchiamento della popolazione influirà significativamente sull’ambiente, portando a un mutamento nel livello e nella struttura dei consumi. Una popolazione anziana dovrebbe usufruire maggiormente dei servizi domestici, ma meno dei servizi relativi ai trasporti, con conseguenti cambiamenti nel fabbisogno di energia, e nelle emissioni. Si prevede inoltre che l’invecchiamento della popolazione, e un eventuale declino, previsto per la metà di questo secolo, determinerà una riduzione generale dei livelli di consumo, con effettivi positivi sull’ambiente. Questo trend potrà anche produrre, riporta Ansa, effetti ambientali incerti attraverso canali indiretti. L’invecchiamento demografico, con le conseguenze sul mercato del lavoro, potrà avere implicazioni per la borsa pubblica e privata, che a sua volta può influenzare le strategie e ostacolare gli investimenti.

Gli effetti ambigui della transizione tecnologica

Anche la tecnologia può sostenere la crescita economica in una società che invecchia, fornendo la capacità di produzione in sostituzione di una forza lavoro in calo. Tuttavia gli effetti della transizione tecnologica possono essere ambigui, poiché questa non è guidata principalmente da obiettivi di sostenibilità.

Automi, robot e dispositivi basati sull’AI non sono attualmente tassati allo stesso modo del lavoro, e blockchain, auto a guida autonoma e piattaforme di condivisione potrebbero richiedere grandi quantità di energia aggiuntiva, o avere effetti incerti sulla domanda di risorse. Il ritmo di sviluppo e diffusione della tecnologia verde in Europa inoltre è più lento di quanto sarebbe necessario, e gli investimenti nell’ecoinnovazione non sono sufficientemente ricompensati dai mercati e/o sostenuti da strumenti politici.

Un equilibrio caratterizzato da compromessi e incertezze

Attualmente le risorse allocate per l’ambiente rappresentano solo una piccola parte della spesa pubblica nei Paesi dell’Unione, e non sono aumentate significativamente nell’ultimo decennio. La tassazione ambientale è dunque necessaria per determinare una duratura efficienza delle risorse, una decarbonizzazione strutturata e un’economia circolare diffusa. Un numero crescente di aziende sta adottando strategie di sostenibilità anche per le nuove opportunità di mercato e ritorno economico. Inoltre, la considerazione dei rischi climatici nelle scelte di finanziamento di banche e autorità di regolamentazione finanziaria può essere interpretata come un ulteriore segnale di cambiamento.

Il raggiungimento di questo equilibrio rappresenta dunque una grande sfida di governance, caratterizzata da compromessi e incertezze.