La regina del Dop e l’Igp è la Toscana

Con 58 riconoscimenti nel vino e 31 nell’alimentare la Toscana è la regina per numero di Dop e Igp. Tante eccellenze legate ai territori di produzione, che vanno da salumi come la Finocchiona e il lardo di Colonnata alla carne di Cinta senese, da produzioni di nicchia, come il farro della Garfagnana e la Castagna del Monte Amiata, a dolci rinomati come i Ricciarelli e il Panforte di Siena.

Tuttavia, il valore economico del settore alimentare toscano è debole rispetto sia a quello di altre regioni sia a quello del suo stesso settore enologico. Lo conferma la ricerca elaborata dall’Ismea in occasione della prima edizione di Buyfood Toscana, la vetrina internazionale dell’enogastronomia di Siena.

Per valore prodotto, è 2a per il vino e 9a per l’alimentare

Complessivamente l’agroalimentare toscano genera un valore aggiunto di 3,5 miliardi. Nell’ambito del vino la Toscana costituisce la seconda regione per valore prodotto, con 926 milioni di euro contro i 3,1 miliardi del Veneto, mentre nell’alimentare a indicazione geografica si colloca alla 9° posto, con 111 milioni di euro. Questo valore non considera però il comparto dei prodotti della panetteria e pasticceria, che in Toscana riveste un ruolo rilevante, e che a una prima stima dovrebbe aggirarsi sui 20 milioni di euro, e potrebbe portare il valore complessivo del Dop e Igp vicino a 130 milioni di euro.

Carni e salumi in testa, Grosseto prima provincia per il food

Tra i prodotti a indicazione geografica del food, il settore principale in termini di valore generato nella regione è quello dei prodotti a base di carne (50 milioni di euro), che comprende i salumi, con 4 Igp e 2 Dop. Seguono i formaggi (30 milioni di euro), e l’olio, con un valore poco superiore ai 20 milioni di euro, le carni fresche (sopra i 12 milioni di euro), e i prodotti vegetali, con 500 mila euro circa. A livello di singola provincia toscana, riferisce Adnkronos, la più importante in termini di valore prodotto in ambito Ig-food è Grosseto (35 milioni di euro di valore della produzione), seguita da Siena (24 milioni di euro), e Arezzo, con 18 milioni di euro.

Export da 50 milioni di euro

I due comparti dove la Toscana è più rilevante a livello nazionale sono l’olio (18 milioni di euro) e le carni fresche (12,4 milioni di euro), in cui si colloca al 2° posto dopo la Sardegna. L’agroalimentare toscano di qualità ha potenzialità da esprimere anche in ambito export, con un valore totale stimato di 50 milioni di euro, e un’incidenza del 4% sull’export agroalimentare regionale. I principali mercati di destinazione delle indicazioni geografiche toscane del food sono gli Usa (quota 38%), la Germania (21%), il Regno Unito (13%), il Canada (5%), e il Giappone (3%). Cinque destinazioni che coprono circa l’80% dell’export dei prodotti a indicazione geografica toscani.