Ricollocarsi sul lavoro? LinkedIn strategico per i professionisti

Social utilizzati solo per il tempo libero o per scambiarsi informazioni, chiacchiere, foto delle vacanze, dei propri animali domestici o pettegolezzi? Macché. Dimenticate questi stereotipi e considerate i social come una leva strategica fondamentale per ricollocarsi professionalmente. I dati, infatti, parlano forte e chiaro: quasi la metà di tutti i professionisti (49%) segue diverse aziende sui social media proprio allo scopo di conoscere, possibilmente prima degli altri competitor, le nuove offerte di lavoro disponibili.

I dati di Linkedin

Ma c’è ancora di più: il 40% degli intervistati durante un colloquio vuole conoscere la cultura dell’azienda mentre il 27% è curioso di scoprirne anche la mission.  Queste percentuali sono il frutto di una recente ricerca condotta dal primo social network professionale, LinkedIn, che ha analizzato i comportamenti e le risposte di 14.000 professionisti a livello globale di tutti i settori.

I manager delle Human Resources fanno la differenza

Quando si decide di cambiare lavoro, è importante per i candidati che in azienda ci sia un Hr manager. Il 56% dei professionisti intervistati dichiara infatti che preferirebbe sostenere un colloquio con  il manager che potrebbe assumerli piuttosto che con un recruiter.

Perché si va o si resta in azienda

I motivi per i quali un dipendente decide di restare nell’azienda in cui già lavora o piuttosto cercare un’altra casa professionale sono molteplici. Innanzitutto la differenza la fa la possibilità di crescere o meno all’interno dell’impresa in cui si opera. Tra le ragioni spiccano poi un aumento dello stipendio (45%), la possibilità di maturare maggiori competenze nel proprio campo d’interesse (37%), più opportunità di crescita (37%) e un lavoro più stimolante (36%). Per aumentare la fedeltà dei dipendenti nei confronti della loro azienda risulta strategica anche la capacità di offrire nuovi strumenti di apprendimento.

Tre anni la durata media in un ruolo

Inutile, però, sperare in “relazioni” da tutta una vita: la ricerca di Linkedin segnala che solo il 37% delle persone intervistate pensa di restare nello stesso ruolo per più di 3 anni. Per far sì che questo non accada, e che il rapporto fra azienda e dipendente sia lungo e duraturo, servono invece tutta una serie di condizioni che molte imprese non sono ancora in grado di garantire. Quelli che restano, infatti, lo fanno perché hanno un ottimo work/life balance (36%), si riconoscono nei valori dell’azienda (26%), hanno possibilità di lavorare in mobilità o hanno un lavoro flessibile (26%).