Italia 2018: una società impaurita e piena di rancore

Insicurezza è la parola chiave che descrive la società italiana nel 2018. Quella descritta dal Rapporto 2018 sulla situazione sociale del Paese, il 52° di Censis, è un’Italia alle prese con “un rabbuiarsi dell’orizzonte di ottimismo” e nella quale si accentuano “lo squilibrio dei processi d’inclusione dovuto alla contraddittoria gestione dei flussi d’immigrazione”. Insomma, il rapporto descrive uno scenario in cui tutto sembra arretrare, e gli italiani si sentono “incapsulati in un Paese pieno di rancore e incerto nel programmare il futuro”.

Ognuno afferma i propri diritti e la mobilitazione sociale perde senso

In questo ecosistema “ciascuno afferma un proprio paniere di diritti e perde senso qualsiasi mobilitazione sociale”, spiega il Censis. Ma qualcosa si sta muovendo: il nostro paese non è privo di “lente e silenziose trasformazioni”, movimenti obliqui che “preparano il terreno di un nuovo modello di perseguimento del benessere e della qualità della vita”. Il nodo cruciale però è che in questo sistema sociale, “attraversato da tensione, paura, rancore”, si “guardi al sovrano autoritario”, aggiunge il Censis, mentre “il popolo si ricostituisce nell’idea di una nazione sovrana supponendo, con un’interpretazione arbitraria ed emozionale, che le cause dell’ingiustizia e della diseguaglianza siano tutte contenute nella non-sovranità nazionale”.

Rabbia, pessimismo, disorientamento e qualunquismo

Dal rapporto emerge inoltre che soltanto un italiano su cinque ha un atteggiamento positivo, per gli altri prevalgono rabbia, disorientamento, pessimismo. Su 100 italiani 30 si dicono “arrabbiati perché troppe cose non vanno bene e nessuno fa niente per cambiarle”, 28 “disorientati”, 21 vedono negativo: “le cose andranno sempre peggio”, e solo altri 21 guardano alla realtà con uno stato d’animo “positivo”, in quanto “viviamo un’epoca di grandi cambiamenti”.

Inoltre, due italiani su tre sono convinti che “non ci sia nessuno a difendere interessi e identità” e dunque sono costretti a farlo “da soli”. Tanto che a esprimere quella che un tempo si sarebbe definita come una considerazione qualunquista (“i politici sono tutti uguali”), è il 49,5% degli italiani.

Dopo il rancore, la cattiveria

“Dopo il rancore, la cattiveria” titola il Censis il capitolo del suo Rapporto annuale dedicato alle radice del sovranismo psichico, sottolineando che “gli italiani sono diventati nel quotidiano intolleranti fino alla cattiveria”. E la politica e le sue retoriche rincorrono e riflettono un sovranismo instillato nella testa e nei comportamenti degli italiani.

Per uscire da questa situazione, riporta Adnkronos, gli italiani sono pronti a un funambolico camminare sul ciglio di un fossato mai visto prima d’ora, e allora mostrano una “disponibilità pressoché incondizionata: non importa se il salto è molto rischioso e dall’esito incerto, non importa se l’altrove è un territorio indefinito e inesplorato, non importa se per arrivarci si rende necessario forzare, fino a romperli, gli schemi canonici politico-istituzionali e di gestione delle finanze pubbliche”.

Appartamenti a Monza Privilege Apartments

Gli appartamenti a Monza che Privilege Apartments mette a disposizione degli ospiti presentano ogni tipo di comodità e sono studiati per rendere il soggiorno di tutti veramente unico e speciale. Dalle pregiate scelte in fatto di arredi di design, alla tecnologia che gli impianti di domotica offrono e che rendono tutto ancora più piacevole da vivere. Ogni appartamento è inoltre dotato di cucina e postazione di lavoro, così da andare incontro sia alle esigenze di quanti viaggiano per piacere che per motivi di lavoro. Ciascun appartamento vanta inoltre un bellissimo terrazzino privato che si affaccia su di un parco grande circa 10 mila metri quadrati, fruibile anche dagli ospiti della struttura che possono approfittarne per regalarsi una passeggiata immersi nel verde. Gli appartamenti Privilege Apartments si dividono in particolar modo in due differenti tipologie, le camere Classic e quelle Executive, che presentano in entrambi i casi un ottimo livello di comfort ma spazi e arredi differenti.

Entrambe le soluzioni presentano servizi quali doccia con idromassaggio, tv satellitare a schermo piatto, telefoni, utensili da cucina, frigorifero, balcone, Wi-Fi gratuito, macchina per il caffè, balcone e cuscini in memory, tra l’altro. La differenza tra le due soluzioni risiede principalmente negli spazi a disposizione: le camere Basic hanno una superficie di 30 mq e possono ospitare un massimo di due persone, mentre quelle Executive sono grandi 40 mq e possono ospitare anche quattro persone. Le proposte innovative e d’alto profilo disponibili all’interno di entrambe le tipologie di appartamenti rendono le soluzioni di alloggio Privilege Apartments la scelta perfetta per chi desidera usufruire di spazi che siano in grado di offrire il massimo a livello di comfort e design, offrendo a ciascuno la possibilità di vivere la permanenza desiderata, sia esso un viaggio di lavoro che un viaggio di piacere in famiglia o in compagnia di amici.

Lombardia, gli antichi mestieri “valgono” 7 miliardi

Coltivatore, lavandaia, panettiere, sarto: sono alcuni degli antichi mestieri più diffusi, quelli di una volta, ancora oggi ampiamente praticati.  Infatti danno lavoro a 862 mila addetti in Italia e quasi 100mila in Lombardia, per un giro d’affari che ammonta a circa 7,3 miliardi di euro in regione.  Secondo l’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, su dati Registro Imprese e dati Aida – Bureau van Dijk, la città lombarda capofila degli antichi mestieri è, a sorpresa, Milano. Nel capoluogo infatti ci sono 8.293 imprese e 26 mila addetti. Seguono in classifica Brescia (7.964 imprese e 12 mila addetti) e Mantova (6.844 imprese e circa 8mila addetti).

Agricoltura, la sfida dell’innovazione

L’agricoltura è il primo settore per numero di attività (632mila). Anche per questo riveste un ruolo chiave nel guidare l’innovazione e soprattutto il rapporto tra tradizione e innovazione.

“L’agricoltura – spiega Giovanni Benedetti, membro di giunta della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi – è strettamente legata al territorio e alle sue tradizioni. Da qui nasce la distintività che contraddistingue le nostre produzioni e che ha reso grande il Made in Italy agroalimentare nel mondo. Per stare al passo con i tempi, però, oggi è sempre più necessario che le imprese agricole imparino a coniugare il sapere e i sapori della tradizione con l’innovazione nei processi e nei canali di vendita, senza mai dimenticare la sostenibilità, la qualità e la sicurezza della filiera dal campo alla tavola”.

I giovani e gli stranieri “motore” dei lavori antichi

I giovani e gli stranieri sono decisamente rappresentati nel settore degli antichi mestieri. Gli imprenditori under 35 impegnati nei lavori di una volta hanno registrato nel 2018 una crescita del +3,9% rispetto all’anno precedente, per un totale di oltre 54mila imprese attive in Italia di cui 7 mila in Campania, 6.672 mila in Sicilia, 5.686 in Puglia,  seguite da Lombardia (3.688), Piemonte (3.606) e Calabria (3.488).

Anche gli stranieri sono in crescita del +4,1% rispetto al 2017, per un totale di circa 6mila imprese, concentrate principalmente in Lombardia (circa 3mila), Lazio e Campania. Le imprese artigiane rappresentano l’8,9% del totale dei lavori storici (65mila imprese) e le imprese femminili il 7,9% del totale (58mila imprese).

I mestieri che non ti aspetti (più)

Accanto ad agricoltori, sarti, panificatori, lavanderie e aziende di piallatura del legno, in Lombardia si contano oltre 800 tessitori, 700 calzolai, più di 300 ricamatori e aziende di produzione di pizzi e merletti, oltre 250 corniciai, circa 450 imprese tra orologiai e riparatori di gioielli. E non mancano artigiani ancora più “improbabili”, come 226 spazzacamini, una quarantina di artigiani del vetro e più di 50 maniscalchi.

Natale 2018, cresce la spesa degli italiani

In Italia per queste festività natalizia si spenderà di più rispetto al Natale 2017: circa il 3% in aumento sull’anno precedente, passando da una spesa media di 527 euro a 541 euro a famiglia. Nel nostro Paese, un po’ a sorpresa, si “investe” di più in regali e varie per il periodo festivo rispetto al resto d’Europa. In Ue, infatti, la media è di 456 euro, pari a +2% sul 2017). I dati emergono dalla ventunesima edizione della Deloitte Xmas Survey che ha raccolto l’opinione di oltre 9.000 consumatori in 10 Paesi europei tra cui l’Italia, con l’obiettivo di sondarne le intenzioni di spesa per regali, prodotti alimentari e attività per il tempo libero.

Il budget degli italiani in festa

Ecco come viene suddiviso il budget cantonata dagli italiani. I nostri connazionali dichiarano che, per le spese natalizie, spenderanno in media 541 euro, composti da 216 euro per i regali, 140 per gli alimentari, 66 per il cosiddetto ‘socializing’, ossia le attività ricreative legate alle festività natalizie, e 119 per i viaggi. Anche quest’anno, la modalità di allocazione del budget degli Italiani tra le varie voci di spesa non si discosta molto da quella degli altri Paesi Europei: fatto salvo per il travelling, al quale gli italiani sembrano destinare una quota superiore di budget (22% in Italia vs 17% in Europa). Al di là delle categorie di spesa, un altro ambito di interesse risulta la distribuzione degli acquisti tra canali online e offline. La spesa online degli italiani infatti cresce del 14% rispetto all’anno scorso, e quella europea del 4%.

Cresce il mercato delle vendite online

In tutta Europa, e l’Italia non fa eccezione, le vendite on line segnano una netta crescita. Anche se la spesa online degli italiani cresce del 14% rispetto all’anno scorso, la maggior parte della popolazione (74%) continuerà a recarsi nei negozi per gli acquisti natalizi. Ciononostante si registra un aumento considerevole della percentuale di italiani che comprerà online (+24% rispetto al 2016). Significativo incremento del canale mobile con un incremento dell’11% dal 2016 al 2018: 1€ su 5 sarà speso via smartphone.

Alimentari in negozio, viaggi sul web

L’commerce non raccoglie allo stesso modo le preferenze dei consumatori in tutte le categorie merceologiche. Ad esempio il 91% del totale complessivo di acquisti di prodotti alimentari e enogastronomici continuerà a svolgersi tradizionalmente in store, mentre il web si conferma il primo canale di acquisto con riferimento ai viaggi (56% del totale acquisti di viaggi previsto nel 2018 si svolgerà sul web, contro il 52% del 2017).

Ict e Turismo: ciò che i giovani desiderano

Si sente spesso dire che per le nuove generazioni le occasioni lavorative siano troppo poche. Eppure, non è sempre o per tutti esattamente così, anche nella bistrattata Italia. Infatti nuove opportunità di lavoro si registrano soprattutto nell’Ict, Information and Communication Technologies (con una percentuale del 77% di manager che ritiene che ci sia spazio per nuove forze in questo ambito), nella consulenza alle imprese (64%) e nel turismo (63%). Qualche segnale positivo anche per le retribuzioni future che, secondo il 27,9% dei manager italiani, cresceranno nei prossimi 5 anni. Sono i dati che emergono dalla ricerca commissionata da Manageritalia ad AstraRicerche e che ha coinvolto dirigenti di primarie aziende del Belpaese.

In crescita consulenza alle imprese, Ict e turismo

Il primo dato che salta subito agli occhi e sul quale i professionisti interpellati hanno fornito numeri e giudizi concordi, è l’affermarsi di una “terna vincente”: Consulenza alle imprese, information communication tecnology e turismo. Sono questi i settori che offrono, a detta dei dirigenti, maggiori opportunità ai giovani tra 18 e 29 anni per maturare esperienza, crescita e carriera professionale. Infatti, la risposta alla domanda “ai giovani che dopo gli studi vogliono entrare nel mondo del lavoro quale settore consiglieresti come prima scelta?” vede prevalere nell’ordine Ict (24,9%), consulenza alle imprese (24,5%) e turismo (16,3%). A metà classifica la sanità e assistenza sociale (30,2%), i servizi assicurativi, bancari e finanziari (25,4%), trasporti e logistica (22,8%). Chiudono la classifica le attività legate al mondo del commercio, spettacolo, formazione e editoria.

Un quadro occupazionale sfidante e positivo

In un mercato del lavoro comunque difficile, prevale una maggiore selezione naturale – con la domanda di lavoratori inferiore all’offerta – per cui solo i migliori ce la faranno (61,4%). Seguono opportunità crescenti come numero di posti di lavoro (48,6%), soprattutto nell’Ict 77%, nella consulenza alle imprese (64%) e nel turismo (63%). L’attesa dei dirigenti verso i giovani è positiva e altissima, ma sono concordi nel ritenere insufficiente il bagaglio formativo delle nuove leve.

Ragazzi, attenzione alla qualità del bagaglio formativo

Solo un terzo degli intervistati giudica i giovani che si propongono oggi nel mondo del lavoro nel loro settore ben formati e preparati. Determinante – suggerisce la classe manageriale intervistata per l’indagine – è avere un buon “bagaglio di viaggio”: capacità relazionali, proattività, competenze digitali, flessibilità, etica personale e professionale, orientamento all’innovazione, spirito di sacrificio e spinta a migliorare le proprie competenze. Ragazzi, siete avvisati

CES 2019, a Las Vegas l’avanguardia delle nuove tecnologie di consumo

Dall’8 all’11 gennaio 2019 il futuro delle tecnologie di consumo sarà al CES di Las Vegas, l’International Consumer Electronics Show, organizzato dalla Consumer Technology Association (CTA). Il prossimo anno il CES festeggerà la sua 52a edizione, e “Come ogni anno – spiegano gli organizzatori – anche la prossima edizione del CES si prepara a sbaragliare tutti i record precedenti in termini di affluenza”. Sono infatti attesi oltre 180 mila visitatori da ogni parte del mondo, più di 4.500 società espositrici provenienti da ben 155 nazioni, e circa 6.500 testate giornalistiche internazionali.

Tecnologie del futuro e top manager donne

Oltre a conoscere i trend tecnologici che plasmeranno la nostra vita quotidiana nei prossimi anni, al CES 2019 si potranno incontrare numerosi top manager al femminile. Non è un caso che la fiera sarà ufficialmente inaugurata dall’intervento di Ginni Rometty, Chairman, Presidente e CEO di IBM. Ed è già confermato anche il keynote speech di Lisa Su, Presidente e CEO di AMD, riporta Askanews. Tra le novità di CES 2019 anche il debutto di una nuova area espositiva dedicata alle tecnologie per la resilienza, il Resilience Conference Program. Nato sull’onda del successo dell’area Smart Cities consentirà ai partecipanti di sperimentare le più avanzate tecnologie concepite per mantenere il nostro mondo sicuro, riscaldato, alimentato d’energia e sicuro anche nelle situazioni d’emergenza. Incluse le novità in fatto di cybersecurity, tecnologie per la salute e la disaster recovery.

L’innovazione si deve concentrare sulla prevenzione

“La nostra missione – dichiara Gary Shapiro, presidente e CEO di CTA – è quella di presentare l’innovazione che può migliorare la vita della gente. E le persone hanno bisogno di poter contare sempre sulla disponibilità di servizi di base come energia, acqua e banda larga”. L’innovazione si deve quindi concentrare sulla prevenzione e sulle tecniche di ripresa. L’area CES Smart Cities, ad esempio, mette in scena le tecnologie, le soluzioni e i protagonisti in grado di dare forma a una migliore progettazione urbana. Il concetto di resilienza implica proprio una maggiore attenzione a come la tecnologia possa garantire la continuità delle infrastrutture cruciali per le comunità, e la capacità di riprendersi e continuare a funzionare anche durante una catastrofe.

L’Italia ospite al Pavillion Italia. TILT ricerca partner finanziari

Per il secondo anno consecutivo il padiglione Eureka Park ospiterà anche un Pavillion Italia, in cui esporranno una trentina di startup rappresentative dell’innovazione nazionale. Il padiglione è destinato a ricevere la delegazione coordinata nuovamente da TILT, il digital hub nato dalla collaborazione pubblico-privata fra Teorema Engineering e AREA Science Park di Trieste. La selezione delle startup italiane “si avvia alla conclusione – commenta Michele Balbi, presidente di Teorema – mentre al contempo ferve la ricerca di partner finanziari che ambiscano supportare l’espansione della qualità italiana verso i mercati internazionali”.

Scuola: ragionieri i più richiesti dalle imprese milanesi

Sono oltre 31 mila i posti offerti dalle imprese lombarde per chi è uscito dalle scuole superiori o professionali. Nel solo mese di settembre 26 mila posti sono ricercati a Milano, 4.000 a Monza Brianza, e 750 a Lodi. E fra questi è ancora il ragioniere con indirizzo amministrazione, finanza e marketing, il diplomato più richiesto dalle imprese milanesi: quasi 4.000 a Milano (8,7%), circa 700 posizioni richieste a Monza Brianza (10,4%), e a Lodi 80 (6,7%).

È quanto emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati Sistema Informativo Excelsior per il mese di settembre, realizzato da Unioncamere in collaborazione con ANPAL.

Diplomati in informatica e Tlc: le imprese di Milano faticano a trovarli

Se a Milano poi quasi 3.000 posti di lavoro sono destinati a chi ha scelto l’indirizzo professionale in ristorazione (2.720 entrate previste in un mese) tra i neodiplomati usciti dalla scuola secondaria le imprese faticano a trovare soprattutto diplomati in informatica e telecomunicazioni, con il 42,6% di difficile reperimento.

A Monza, invece, non si trovano diplomati nel settore moda (53,4%), e a Lodi nel turismo (58,5%).

Per chi esce dalla scuola superiore del capoluogo, oltre all’indirizzo in amministrazione, finanza e marketing, i diplomi più ricercati sono poi quelli a indirizzo meccanico, meccatronico, energetico (910), elettronico (830), e il settore turismo, enogastronomia e ospitalità (660). Nella scuola professionale, oltre all’indirizzo in ristorazione, va forte quello nei servizi di vendita (1.220).

Un business da 4,5 miliardi

Secondo dati della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, su fonte registro imprese al secondo trimestre 2018, in Lombardia il business della scuola vale 4,5 miliardi, con 6.500 imprese attive e 36 mila addetti. Si tratta di un settore abbastanza stabile in cui crescono soprattutto i corsi extra (tra corsi sportivi e ricreativi e di lingue). Prima è Milano, con 2.900 imprese e oltre 18 mila addetti, poi Brescia (650 imprese e 4 mila addetti), Bergamo (539 imprese e 2.800 addetti), Varese e Monza (circa 500 imprese e 2.500 addetti ciascuna), Como e Pavia (circa 300 imprese l’una, e rispettivamente 1.600 e 900 addetti).

I settori più coinvolti a Milano? Meccanica, turismo, informatica e licei, a Monza meccanica, elettronica, turismo, benessere e legno. E a Lodi, turismo, elettronica, benessere, edilizia

“Uno strumento di orientamento che connette domanda e offerta”

“La Camera di commercio realizza un monitoraggio costante e aggiornato sui titoli di studio più richiesti dalle imprese – spiega Massimo Ferlini, presidente di Formaper, azienda speciale della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi – uno strumento di orientamento utile per connettere la domanda e l’offerta di lavoro”.

Molte richieste, infatti, circa una su dieci a Milano, riguardano profili di difficile reperimento “E la Camera di commercio, in collaborazione con la sua azienda speciale Formaper –  continua Ferlini – promuove l’attivazione di percorsi di alternanza scuola lavoro, affinché scuole e imprese progettino insieme percorsi didattici per formare i giovani alle figure professionali più richieste”.

Individuate nuove cyber minacce in false app bancarie

Erano nello store di Google Play le ultime app pericolose scoperte dagli esperti di cybercrime. I ricercatori di Eset hanno infatti individuato delle false app bancarie. Si tratta di applicazioni particolarmente insidiose: ingannano gli utenti chiedendo loro di aumentare il plafond della carta e per farlo richiedono i loro dati bancari e credenziali di accesso ai conti. Ma, è questo è ancora peggio, i dati rubati sono stati diffusi on line un chiaro attraverso un server esposto.

Quali sono le app malevole

“Le tre app legittime interessate, iMobile by ICICI Bank, RBL MoBANK, HDFC Bank MobileBanking (New)”, si legge in una nota ripresa da Askanews, “sono state caricate su Google Play tra giugno e luglio 2018 e, a seguito della segnalazione di Eset, sono state immediatamente rimosse dallo store ufficiale di Google; purtroppo però centinaia di vittime erano già state infettate”. Le app compromesse, rilevate come Android / Spy.Banker.AHR, prosegue la società di sicurezza informatica, sono state caricate sfruttando tre diversi nomi di sviluppatori e ognuna di esse tentava di spacciarsi per una differente banca; tutte e tre le app possono essere comunque ricondotte a un unico cyber criminale.

Tre app, una sola procedura

I ricercatori spiegano poi che le tre app seguono tutte la stessa  procedura: “al momento dell’esecuzione viene visualizzato un primo modulo che richiede i dati della carta di credito ed un secondo form che richiede le credenziali di accesso personali all’Internet banking”. Ci sono però delle evidenze che potrebbero mettere in allarme le potenziali vittime: ad esempio, si nota che “anche se tutti i campi sono contrassegnati come “richiesti” (*), entrambi i moduli possono essere inviati vuoti senza restituire un messaggio di errore – un chiaro indicatore di qualcosa di sospetto. Facendo clic su entrambi i form, compilandoli o meno, gli utenti vengono indirizzati alla terza e ultima schermata, che ringrazia gli utenti per il loro interesse e li informa che un Responsabile del servizio clienti li contatterà a breve. Inutile dire che a questo punto nessuno contatterà le vittime e l’app non offrirà ulteriori funzionalità”.

Nel frattempo, concludono i ricercatori, “i dati inseriti nei moduli fasulli vengono inviati in chiaro al server del cyber criminale, che è accessibile a chiunque ne conosca l’indirizzo, senza richiedere alcuna autenticazione. Ciò aumenta esponenzialmente il possibile danno per le vittime, dal momento che i loro dati sensibili non sono solo a disposizione del criminale, ma sono potenzialmente disponibili per chiunque vi acceda”.

Cautela, parola d’ordine

“Queste scoperte evidenziano la necessità di porre estrema cautela quando si scaricano app legate alle proprie finanze – che si tratti di denaro nel senso tradizionale del termine, o di criptovalute” concludono gli esperti.

Auto italiane tradite, piace il Suv straniero

Meno competitiva e meno produttiva rispetto al mercato europeo ed asiatico: ecco il ritratto dell’Italia in fatto di auto. Seppur rimanendo il quarto mercato più grande dal punto di vista delle immatricolazioni, il Paese delle belle macchine ha perso buona parte del suo smalto. Ma perché? Secondo gli analisti, la responsabilità di questo “freno tirato” andrebbe in gran parte attribuita alla crisi economica.

Belpaese, vendite con il freno a mano tirato?

Mentre in Germania, Francia e Spagna gli stabilimenti muovono numeri da capogiro sia a livello nazionale sia estero, il nostro Paese è solo ottavo nella classifica delle vendite per origine, poiché al primo posto del prodotto venduto in Europa del 2017 c’è la Germania, con una quota di mercato del 26%.

Al secondo posto, riporta Askanews, la Spagna, con 2,07 milioni di autovetture immesse nel mercato ed al terzo la Francia. Un magro 3,3% del totale invece per l’Italia, secondo i dati di Jato Dynamics del 2017, con stime di vendita in Europa di sole 517.000 autovetture prodotte in casa. La proporzione è evidente: Germania batte Italia per 8 a 1.

L’aggressiva concorrenza che arriva dalle straniere

Non meno avvilente riconoscere un’Italia in coda anche rispetto a Paesi con mercato interno decisamente più piccolo rispetto a quello nostrano. Paragone inevitabile quello con la Repubblica Ceca: un marchio Skoda ai picchi massimi, un mercato interno inferiore di ben sette volte rispetto a quello italiano, ed una capacità di vendita 2,3 volte maggiore. Ma sono svariate le ombre di auto straniere che incombono sulle nazionali, fra cui le romene, cresciute l’anno scorso del 24% e con solamente 3mila unità in meno rispetto alle nostre.

Le criticità legate all’esportazione

Fuori dallo “stivale” le auto nostrane conquistano poco, con due su tre che rimangono nel Paese. E i motivi ci sono. Buona parte della produzione di auto è stata spostata in altri paesi come la Polonia. Esempio massimo ne è la Fiat 500 – la più venduta al mondo – fabbricata appunto all’est. Un altro fattore è la risposta poco efficace che le aziende automobilistiche italiane offrono ai consumatori europei.  Notoriamente amanti dei Suv, da noi li trovano solo in 4 modelli – Fiat 500X, Jeep Renegade, Alfa Romeo Stelvio e Maserati Levante. Questione di abitudini, di gusti e di praticità. E di una certezza inossidabile: il cliente ha (quasi) sempre ragione: sarebbe allora il caso di non puntare tutto sulle auto premium ma investire maggiormente sulle reali esigenze di mercato

Il mare più bello d’Italia è ancora in Sardegna. Arriva la guida di Legambiente e TCI

A incoronare la Sardegna regina dell’estate è la guida annuale Il mare più bello d’Italia di Legambiente e Touring Club italiano. Che anche nel 2018 assegnano alla regione il riconoscimento più alto, le “cinque vele”, a cinque comprensori.

La nuova guida blu raccoglie 96 comprensori marini e 40 lacustri. E a ottenere le cinque vele quest’anno sono 17 comprensori marini, e sei lacustri, tutti in Trentino Alto Adige.

Sul podio Posada e il Parco di Tepilora, il litorale di Chia e la Maremma toscana

Le terre della Baronia di Posada e del Parco di Tepilora in provincia di Nuoro, il litorale di Chia nel Sud della Sardegna, la Maremma toscana con Castiglione della Pescaia come miglior comune: questo il podio del mare italiano 2018.

La classifica dei comprensori marini in cui sventolano le cinque vele prosegue al quarto posto con la Liguria e le sue Cinque Terre, guidate da Vernazza, Riomaggiore e Monterosso al Mare. In quinta posizione la costa del Parco Agrario degli Ulivi secolari in Puglia, coi comuni di Polignano a Mare e Ostuni. A seguire il Cilento Antico in Campania (Pollica-Acciaroli il comune in testa), la costa d’Argento e l’isola del Giglio in Toscana, il litorale di Baunei sulla costa orientale sarda, l’isola di Ustica in Sicilia, il litorale Nord Trapanese con al vertice il comune di San Vito Lo Capo.

Cinque vele a 4 comprensori in Sicilia, due in Puglia, Campania, Toscana, e uno in Liguria e Basilicata

Oltre ai cinque comprensori premiati in Sardegna, dei 17 con assegnate cinque vele, quattro brillano in Sicilia, due in Puglia, Campania, Toscana, e uno in Liguria e Basilicata.

Fuori dai primi dieci la Planargia, cioè il litorale del comune di Bosa (Oristano), l’Alto Salento Adriatico, la costa potentina di Maratea, l’isola di Salina nell’arcipelago siciliano delle Eolie, la costa della Gallura in provincia di Olbia-Tempio, la costa del Mito in Campania e Pantelleria (Sicilia).

Per quanto riguarda i laghi, dopo il podio del Trentino figurano il lago del Mis in Veneto, il lago dell’Accesa in Toscana e il lago di Avigliana Grande in Piemonte.

Non solo qualità delle acque, ma attenzione all’ambiente

Alla base della selezione della Guida non c’è però solo la qualità delle acque balneari, ma anche l’attenzione all’ambiente. A Posada (Sardegna), ad esempio, si va in spiaggia con mezzi elettrici, mentre a Castiglione della Pescaia (Toscana) gli stabilimenti balneari usano stoviglie biodegradabili.

Proprio per la lotta alla plastica è stato premiato il sindaco delle Isole Tremiti, Antonio Fentini, per la messa al bando delle stoviglie in plastica monouso in tutto l’arcipelago.